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RACCONTO DELLA NOSTRA STORIA

 

EDEROCLITE CARLA nata a Firenze il 03-01-2003

EDEROCLITE ELEONORA nata a Firenze il 21-07-2004

 

Galliano Graziella nata il 13-10-1962 ad Acqui Terme (AL) – libera professionista

Rubino Francesco Marcello nato il 09-06-1960 a Vibo Valentia (VV) - imprenditore

 

Io Galliano Graziella mi sono sempre occupata di volontariato e dall’inizio del 2003 l’ho svolto presso l’Istituto Degli Innocenti di Firenze. Faccio una premessa non si entra a far parte di questo volontariato se non si è superata una idoneità, dopo dei colloqui ed una valutazione da parte di una psicologa dell’Istituto..

Il mio impegno richiesto era presso “Casa Bambini”, cioè una casa dove ci sono bambini neonati sino a qualche anno di vita, in attesa di essere dati in Affidamento o in Adozione.

Dal 04-05-2004 data in cui conosco CARLA, mi viene richiesto e dato l’incarico di occuparmi di lei che all’epoca aveva 1 ANNO E 4 MESI ( 16 MESI).

Viveva insieme alla mamma, sempre all’interno di questo Istituto, ma presso un’altra casa denominata “Casa Madri”.

La bambina CARLA mi è stata descritta e presentata (dalla Coordinatrice Educativa di questa Casa, Sig.ra Ilaria Tocchi Lombardi) come una bambina probabilmente sordomuta, che nei primi 8 giorni di vita aveva avuto una commozione cerebrale,  tale per cui nella crescita avrebbe potuto avere delle patologie Neurologiche, come la Epilessia.

Mi è stato chiesto di occuparmi con Marcello di CARLA, portandola a casa nostra nei fine settimana per farle vivere una vita familiare, in quanto la madre era in gravidanza di un’altra bambina che sarebbe dovuta nascere a Luglio 2004.

Da parte mia avrei dovuto anche occuparmi di accompagnarla alla visita medica già fissata per questo sospetto sordomutismo e agli altri esami o visite mediche necessarie per la bambina.

Finito il mio colloquio e rimaste intese come da sua richiesta,  che il giorno dopo sarebbe dovuto venire anche Marcello, mi fu chiesto di passare la mattinata con CARLA per iniziare a socializzare.

Mi fu presentata la madre, ma noi ci eravamo già viste qualche volta all’interno del giardino dell’Istituto, io con qualche bimbo di Casa Bambini e lei con CARLA e qualche breve ma cordiale conversazione c’era già stata.

Dal giorno dopo (05-05-2004) io e Marcello, rifatto un incontro con la Coordinatrice Educativa Sig.ra Lomardi, dove anche Marcello fu portato a conoscenza della situazione e dell’impegno richiesto, ci fu detto di familiarizzare con CARLA dentro e fuori l’Istituto per qualche giorno per poi portarla a casa già dal primo fine settimana, e che avremmo conosciuto l’Assistente Sociale.

Io e Marcello abbiamo dato la nostra disponibilità ad occuparci di CARLA, e tutte le mattine la portavamo a passeggio per Firenze, instaurandosi da subito affetto e simpatia.

Già dai primi giorni ci eravamo accorti che CARLA sentiva e stimolata da noi, iniziava a dire qualche parola. Non era Sorda. Aveva solo bisogno di tanto Amore.

In quei giorni ci fu chiesto dalla Lombardi, visto che a tutti gli effetti si faceva con CARLA un inserimento in famiglia, se saremmo stati disposti a prenderla in Affidamento qualora il TM avesse preso per lei questa decisione, in quanto la bambina si sarebbe sicuramente legata a noi vista l’accettazione che c’era stata da subito da parte sua, e quindi sarebbe stato traumatico il distacco da una famiglia già di riferimento.

Ci disse che era probabile che CARLA sarebbe stata data in Affidamento dal TM, visto che la mamma aveva già altre 2 figlie in Affidamento ed era in gravidanza di un’altra.

Lei ci spiegò in che cosa consisteva e dove si doveva andare.

Premettiamo che mai avevamo pensato o parlato di prendere un bambino in affidamento o adozione!

Pertanto questo ci ha creato una profonda riflessione in quanto, nessuno di noi due, prima di allora,  conosceva cos’era l’Affidamento e mai avevamo pensato ad un percorso del genere.

Ne parlammo lungamente io e Marcello e sicuramente l’Amore che CARLA ci ha dimostrato da subito, la sua grande felicità e l’agitazione emotiva di uscire con noi ogni mattina, ci ha fatto accettare la richiesta.

Intanto io iniziai anche a portare CARLA, accompagnata dalla mamma come da indicazione della Casa,  alle Visite Mediche per il suo presunto Sordomutismo dal 28-05-2004 presso l’Ospedale di Careggi – U.O. Audiologia.

CARLA aveva sempre 1 ANNO E 4 MESI (16 MESI).

Le visite sono state 3 a cadenza mensile, oltre ai vari controlli medici, vaccini, prelievi di sangue presso Ospedale Mayer,  ma in questo caso andavamo solo io e CARLA.

Premetto che nonostante c’era la mamma alle Visite Otorinolaringoiatriche, CARLA aveva molte attenzioni nei miei confronti e chiedeva di poter stare in braccio con me. Gli stessi medici, vedendo la situazione mi chiedevano di tenerla io durante le varie visite.

La mamma non ha mai dimostrato delle gelosie nei miei confronti, anzi gradiva il mio interessamento dicendo che la bambina era molto cambiata da quando ci aveva conosciuto, e dimostrava di essersi affezionata e di stare volentieri con noi.

 Preciso che dopo circa una ventina di giorni consecutivi che avevamo iniziato a vederci tutti i giorni. Quando la riportavamo in Istituto, se pur la riponevamo fra le braccia della

mamma al momento di andare via, CARLA piangeva e non ci voleva lasciare andare.

La mamma la rassicurava che il giorno dopo saremmo tornati e saremmo di nuovo stati insieme, e succedeva che quando al mattino veniva preparata per uscire e sentiva suonare al portone, mentre io o noi salivamo la bambina si eccitava, si buttava per terra ridendo quando ci vedeva,  ma in particolare scuoteva forte la testa, le braccine e il corpo come presa da una forte emozione, quasi a cadere per terra o sbattere la testa in qualche muro.

Questo continuava anche quando la prendevamo in braccio, ancora un po’ scuoteva la

testa dalla felicità e poi si tranquillizzava appena si era soli con lei.

Passano così i giorni, i mesi (circa 2), CARLA si era profondamente legata a noi e si era inserita molto bene insieme a me e a Marcello, stava con noi fuori dall’Istituto tutte le mattine come richiesto,  ma non veniva ancora a casa nei fine settimana, perché in data 18-26/05/2004 c’era stato un provvedimento del TM nei confronti della madre, che le aveva tolto l’Affidamento e la possibilità di portare fuori dall’Istituto la figlia.

Lascio a Voi immaginare, quali problemi di gestione della nostra vita professionale e personale ci ha creato questo impegno così grande, andare ogni mattina da Reggello a Firenze (Km.30) e  avere tutta la mattinata impegnata in particolar modo per me, perché Marcello cercava di stare con noi tra un appuntamento e l’altro di lavoro.

Mi spiego meglio, non voglio dire che non era un impegno piacevole, anzi, ma era pur sempre un impegno grande ed importante.

Le mattinate con CARLA si svolgevano come già detto sempre fuori dall’Istituto, si facevano tutte quelle cose spontanee e normali che si fanno quando hai del tempo libero e con te c’è una bambina di 16 mesi e oltre,  che con te o con noi,  scopre il mondo fuori da un Istituto, ed è intelligente e curiosa. Si andava ai giardini pubblici attrezzati con dei giochi, si passeggiava per Firenze nelle vie del Centro guardando tutti i colori e gli oggetti delle vetrine, iniziando ad imparare i loro nomi, si andava nelle Piazze a vedere i cavalli da passeggio e si faceva qualche giro sulla Giostra,  lungo l’Arno gli animali del fiume, a Carla piaceva molto andare il libreria e sfogliare i libri seduta sulle nostre gambe, e ci chiedeva i noi degli oggetti raffigurati. Oltre a fare tutti gli atti della quotidianità degli adulti, fare acquisti in un negozio, andare in Banca, a messa, ecc. ecc.

Dal 19-06-2004 ci viene chiesto (sempre dalla Coordinatrice Educativa) di portare CARLA a casa nostra a Reggello per i fine settimana, cioè il sabato e la domenica dalle 9,00 alle 21,00 rientrando ancora a dormire con la mamma.

Oltre il Mercoledi tutto il giorno.

Quindi stavamo insieme 3  giorni alla settimana (esclusa la notte).

All’epoca CARLA ha 1 ANNO E 5 MESI (17 MESI).

CARLA a questo punto scopre con noi cosa significa  “avere una casa” e “iniziare a vivere in una casa”, mangiare a tavola con 1 uomo ed 1 donna, con una figura genitoriale,  riposarsi al pomeriggio coccolata da altre figure che per lei sono già la sua famiglia, giocare insieme, uscire per andare al supermercato a fare spese, con tutto quello che per lei rappresentava un centro commerciale, dove non era mai stata e sembrava un grande parco giochi. Dove lei stava seduta nel carrello, a mettere dentro ogni cosa che si sceglieva insieme. Molto felice di essere partecipe in questa sua novità.

Sembrano tutte piccole e normali cose, ma le assicuro che per CARLA erano cose

meravigliose,  sia perché non le aveva mai fatte o viste prima, sia perché le faceva in famiglia, una famiglia in cui lei sentiva ed era certa di essere Amata ed accettata. Erano sentimenti che anche lei ci dimostrava in ogni modo.

Non glielo dico per merito, ma la nostra e la sua naturalezza nello stare insieme era talmente percepibile e visibile a tutti, e portava a tutti e 3 grande gioia e serenità.

Aveva fatto amicizia con la nostra gatta persiana Nina e con il gatto dolcissimo dei nostri vicini Ambrogio e anche questo per lei era una cosa importante, ogni fine settimana era felice nel rivederli e loro la aspettavano.

Come già ribadito dal 19-06-2004 iniziamo a trascorrere con CARLA una vita famigliare a casa nostra nei fine settimana, oltre che nei giorni in cui la madre era stata ricoverata in Ospedale per partorire ELEONORA (nata il 21-07-2004).

Quindi stavamo insieme 3 giorni della settimana, più nella settimana del parto siamo stati 5 giorni insieme (sempre con il rientro solo per la notte).

All’epoca CARLA ha 1 ANNO E 6 MESI (18 MESI).

Inoltre avevamo sempre mantenuto l’impegno di andare a prendere CARLA all’Istituto e tenerla con noi il Mercoledì tutto il giorno, oltre ai giorni che mi sarebbero stati richiesti per visite mediche.

Il comportamento della mamma nei nostri confronti era sereno, come aveva detto lei stessa, aveva capito da subito che non volevamo portarle via le figlie.

CARLA quando ha dovuto sottoporsi a visite mediche o prelievi del sangue in cui eravamo solo io e lei, ha sempre avuto un atteggiamento molto sereno e sicuro con la mia presenza, questo mi veniva fatto notare anche dai sanitari in questione.

Iniziando a venire a casa nostra CARLA  ha conosciuto altre figure correlate alla nostra famiglia, i nostri parenti e i nostri nipoti che erano quasi suoi coetanei o poco più grandi, i nostri Amici e i loro figli o nipotini che spesso avevano all’incirca la sua età oltre ai loro nuclei famigliari e tutte le nostre conoscenze.

Vivendo con noi si confrontava col nostro mondo, viaggiava con noi, si andava a pranzo e poi successivamente a cena dagli amici (ovviamente considerando le sue esigenze di riposo e gli orari limitati alla sua età), vedeva venire a casa nostra ospiti.

Ovviamente anche a casa si giocava molto insieme, con i giochi suoi personali che portava dall’Istituto o altri acquistati insieme. Avevamo comprato dei piccoli libri con le figure e il nome delle figure che a lei piacevano molto e imparava velocemente le figure ed i nomi e questo era un gioco frequente.

Noi abbiamo l’ufficio della nostra attività all’interno della nostra abitazione, per cui anche negli orari di lavoro, lei poteva stare sempre con noi.

Quindi durante il tempo che passava a casa nostra, con noi, non ci si separava mai.

Dalla nascita di ELEONORA, il 21 luglio 2004 , noi l’abbiamo vista e presa in braccio dal suo 1’ giorno di vita in Ospedale, in quanto essendo passati a trovare la mamma, lei aveva voluto che la tenessi in braccio, ci siamo occupati anche di lei all’interno della Casa Madri, compatibilmente con la sua piccolissima età, tenendola un po’ in braccio, facendola giocare o per darle da mangiare un biberon di latte già preparato,  perché ovviamente c’era la mamma che la accudiva. Questo avveniva ogni volta che andavo/amo a prendere CARLA  o che la riportavo/amo. Il tempo poteva essere di circa 1 ora per volta.

Dal 15-08-2004 al 30-08-2004,  le bambine sono andate al mare con la mamma, le altre madri e bambini della Casa e le operatrici, noi abbiamo approfittato per fare 2 settimane di ferie.

Dal 01-09-2004 CARLA ha iniziato ad andare all’Asilo, che peraltro era all’interno dell’Istituto stesso.

A noi da quel momento ci fu chiesto sempre dalla Lombardi, di portare CARLA a casa nostra, dal sabato mattina alla domenica sera, compreso la notte.

Quindi stavamo insieme 3 giorni interi alla settimana (2 giorni continuativi, più il giorno di Mercoledì tutta la giornata).

Questo per le prime 2 settimane di Settembre 2004.

All’epoca CARLA ha 1 ANNO E 8 MESI (20 MESI).

Da notare che da parte della Coordinatrice Educativa Lombardi e di tutto il personale della Casa Madri e della Casa Bambini, ricevevamo conferma che CARLA era profondamente cambiata dopo la nostra conoscenza,  che aveva fatto grandi progressi e pareva sostanzialmente una bambina non istituzionalizzata, ma che vive normalmente in famiglia.

Intanto Carla aveva fatto veramente grandi progressi, si era aperta con noi superando il problema del Sordomutismo, ma anzi chiacchierava molto.

In questo devo dire,  di avere delle se si può definire “responsabilità”, perché è una mia caratteristica non avere problemi nel socializzare, e con CARLA parlavo molto.

Ma è una bambina molto divertente ed è diventata una grande comunicatrice, solare, assolutamente positiva, normalmente vivace, molto forte di carattere e temperamento, sempre allegra, già dal momento che apre gli occhi al mattino.

Non abbiamo mai visto CARLA piangere appena sveglia, ne al mattino ne al risveglio del pomeriggio.

Inoltre non ha mai avuto incubi, non si è mai svegliata di notte piangendo o con comportamenti dovuti a brutti sogni. Al risveglio riusciva a far parlare e gioire Marcello subito. Gli saltava addosso, lo baciava sugli occhi, voleva giocare. Lui che appena sveglio appartiene alla categoria dei “Gufi” non certo delle “allodole come siamolo e Carla.

Ha sempre mangiato senza difficoltà e dormito con orari regolari.

Per me e mio marito vedere giornalmente crescere le sue curiosità e se cosi si può dire le sue conoscenze, era un grande piacere.

Non avevo mai avuto problemi nel fare amicizia con un bambino, anzi, ma ogni giorno CARLA era veramente una sorpresa.

La sua trasformazione profonda in positivo, ci veniva detto da tutti, era dovuta alla nostra costante presenza e al nostro infinito Amore, che eravamo riusciti a trasmetterle.

Vi assicuriamo che non abbiamo fatto nessuna fatica, è stato tutto spontaneo,  abbiamo fatto solo quello che ci diceva il nostro cuore.

Io ho sempre pensato che i bambini sono figli del mondo, che il diritto alla serenità e alla felicità sono essenziali come lo sono i bisogni primari.

Sono creature da difendere a qualsiasi prezzo, questo è il motivo perché io e mio marito che condivide con me questi pensieri, andremo avanti in questo difficile cammino, sino a quando sarà fatto il bene delle bambine e sarà rispettata la loro volontà.

Poi dalla metà di Settembre 2004, ci fu chiesto di portare CARLA a casa nostra, dal

venerdì pomeriggio al lunedì mattina, compreso ovviamente la permanenza di notte, prendendola direttamente e riportandola all’asilo, dove mi era stata fatta una delega di sua iniziativa da parte della mamma al momento dell’iscrizione, affinché potessi andarla a prendere e portarla direttamente io all’asilo.

Ho mantenuto sempre il giorno di Mercoledì, ma solo al pomeriggio dall’uscita dell’asilo sino alle 19,30 circa. Si passava queste ore insieme per Firenze.

Quindi stavamo insieme 3 giorni interi della settimana. (2 giorni e ½ continuativi e ½  giornata di Mercoledi).

All’epoca CARLA ha 1 ANNO E 8 MESI (20 MESI).

Il 29.09.2004 abbiamo avuto  un colloquio con l’ Assistente sociale che seguiva il caso Sig.ra Claudia Ancellotti, la quale aveva chiesto alla mamma come si trova la bambina con noi, e ci ha riferito che la madre le aveva detto varie volte che con noi Carla sta molto bene ed è molto serena e che aveva fatto grandi progressi sia nell’educazione che nel linguaggio.

Quindi essendo a conoscenza della nostra presenza ci ha chiesto se eravamo disposti, qualora il Tribunale avesse deciso di dare in affidamento le bambine e di darle insieme,  a prenderle noi, e quindi abbiamo detto e confermato quanto nei mesi addietro si era parlato con la signora Lombardi.

Ci ha anche fatto presente che era meravigliata che con tutto quello che stavamo  facendo per Carla, non risultava in nessuna relazione.

-Anzi ci disse che si meravigliava in quanto la Lombardi Le disse che era meglio non raccontare della nostro ruolo nelle relazioni relative alle bambine-

Quindi del rapporto creatosi ne erano a conoscenza sia l’Istituo degli Innocenti che la stessa Assistente sociale..  

CARLA dal mese di Ottobre 2004, rimaneva con noi a casa nostra anche dal mercoledì pomeriggio al lunedì mattina, o dal venerdì pomeriggio al martedì mattina,  o dal venerdì pomeriggio al giovedì mattina, quando avevamo l’impegno con lei di andare a fare esami clinici o c’erano delle festività.

Più sempre il pomeriggio del Mercoledì.

Quindi stavamo insieme 4 o 5 o 6  giorni  interi della settimana.

All’epoca CARLA ha 1 ANNO E 9 MESI (21 MESI).

Da notare che nei week-end, siamo andati con CARLA anche a fare anche dei viaggi.

-Ad esempio nel settembre 2004 siamo stati a Fiuggi a trovare la mamma di Marcello che era in vacanza, e quindi ha dormito, mangiato e passato qualche giorno in Hotel, insieme a noi e a molte persone amiche di mia suocera.

Ricordiamo tra gli amici di mia madre c’è il Generale dei Carabinieri Del Gaiso in pensione, che faceva giocare Carla sulle sue ginocchia, la moglie ed altri amici. 

Anche questa esperienza è stata per Carla una grande novità. Sicuramente non era mai stata prima in un Grand Hotel, mangiava a tavola servita da un cameriere in mezzo a tanta gente, luci, grandi novità e attenzioni particolari non solo da noi, ma da questa figura di Nonna e da tutti gli ospiti dell’Hotel.

-Carla aveva già conosciuto telefonicamente e ci parlava sovente, la mamma di Marcello, i nipotini, e tutta la famiglia, come anche la mia.

-Siamo stati ospiti nell’Alta Lucchesia più volte, da nostri amici Inglesi e con le loro figlie di cui 1 bambina di solo 2 anni più di lei,  che parlava inglese.

Anche questi incontri erano molto divertenti,  perché è proprio vero che i bambini

hanno il loro linguaggio, fatto di gestualità, sguardi e anche silenzi.

Con Kika si comprendevano benissimo e CARLA era molto felice. Giocavano tutto il giorno e quando andavamo a passeggio si tenevano per mano affettuosamente.

-E altri episodi ancora.

Di tutto questo abbiamo dei bellissimi ricordi visivi e fotografici.

Invece nei lunghi periodi che stavamo insieme, abbiamo fatto qualche viaggio più lontano.

Siamo andati in Piemonte dove io ho una casa, e lì ha potuto conoscere la mia famiglia di origine al completo, oltre ad amici e conoscenti.

- E altri episodi ancora.

Andavamo con lei per Musei, in Libreria e insieme si passavano ore a consultare libri che lei spesso scieglieva spontaneamente perché li sfogliassimo insieme, per Mostre d’Arte,  nelle Chiese oltre che per le funzioni religiose anche dal punto di vista delle opere d’arte, specie i dipinti antichi di cui io e mio marito abbiamo una vera passione.

CARLA era decisamente interessata a conoscere ed apprendere quelli che sono i nostri interessi.

Per quanto riguarda la pittura antica, ci siamo divertite moltissimo, perché mettendola sotto forma di gioco, io le spiegavo in modo semplice ogni cosa di una tela o di un affresco e lei da subito dimostrava molto interesse e curiosità.

Forse sembrerà esagerato vista la sua tenerissima età, ma sembrava desiderio di conoscenza, perché quando il tempo era poco e si andava di fretta, lei chiedeva espressamente di fermarci e di vedere cosa c’era disegnato su un qualcosa che aveva visto lei.

Anche solo passeggiando per Firenze, non è difficile trovare molti interessi su questo argomento.

Qualche volta è venuta con noi anche a qualche appuntamento di lavoro.

-Quando eravamo in macchina spesso Carla voleva che Marcello le desse il braccio e Lei lo stringeva a se, pogginado la sua testolina e rimaneva così per lungo tempo.

Questi lunghi giorni insieme ogni settimana durarono dal primo di Ottobre al 22 Dicembre 2004.

All’epoca CARLA aveva quasi 2 ANNI (24 MESI).

CARLA non ha mai chiesto della mamma mentre stava con noi, ne all’inizio quando si usciva solo a passeggio, ne nei giorni in cui veniva a casa nostra per l’intera giornata, ne nei week-end o nei lunghi periodi settimanali.

Anzi è capitato spesso e solo quando stava a casa con noi qualche giorno che mi chiamasse mamma ed io l’avevo comunicato subito alla Casa Madri anche per sapere come comportarmi. Mi avevano detto che siccome non faceva confusione tra me e la sua mamma naturale, perché ciò avveniva solo quando eravamo noi da sole, era assolutamente una cosa positiva per la bambina, che mi aveva scelto come punto di riferimento e di sicurezza.

Come già detto, dalla nascita di ELEONORA, ci siamo occupati anche di lei all’interno della Casa Madri e ci fu chiesto di portare a casa anche ELEONORA,  insieme a CARLA.

Questo avvenne dal martedì 07-12-2004 al giovedì 09-12-2004 continuativamente, compreso le notti.

Ovviamente ELEONORA faceva ancora i pasti ogni 6 ore, ma ci siamo attrezzati e devo

dire che fù una bella esperienza,  sia per noi che per le bambine.

Preciso che CARLA era molto felice che la sorella potesse viaggiare in auto con noi, visto che lei lo faceva regolarmente. Per tutti i giorni che siamo stati tutti e 4 insieme,  lei ha manifestava molta felicità e serenità per aver avuto insieme con lei  la sorella. Anzi coinvolgendola, mi aiutava e si divertiva molto ad accudirla.

Anche per ELEONORA è stata una bella e piacevole esperienza, dimostrata dalla sua serenità.

All’epoca CARLA aveva 2 ANNI (24 MESI).

All’epoca ELEONORA aveva 4 MESI e ½.

Una precisazione, la mamma con un altro decreto del TM del 10-20/09/2004 aveva perso anche per ELEONORA l’Affidamento e la possibilità di portarla fuori dall’Istituto.

ELEONORA è sempre stata una bambina molto tranquilla, gioiosa, serena. Non piangeva mai, neppure quando aveva fame. Dormiva e si svegliava serenamente.

Io e Marcello abbiamo dato a CARLA ed ELONORA sicuramente tanto affetto, dolcezza e Amore.

Abbiamo sempre usato “la spiegazione” per educare e motivare le cose che si fanno o non si devono fare, incoraggiato e gratificato le loro capacità, assecondato i loro desideri positivi.               

Il loro coinvolgimento nelle nostra quotidianità è avvenuto spontaneamente.

Marcello rappresentava sicuramente quella figura maschile necessaria ai bambini, rassicurante anche per il suo carattere pacifico e concreto.

Verso la fine di Dicembre 2004 il TM decretò che le 2 sorelle dovevano andare in Adozione, per incapacità genitoriale della madre.

In data 29 dicembre 2004 inviammo in fax a cui fece seguito una raccomandata, al Presidente del Tribunale dei Minorenni Dott. Casciano facendo presente alcuni fatti inquietanti di cui eravamo testimoni. Stessa comunicazione in data 07 gennaio 2005 la inviammo la Procuratore della Repubblica Minorile di Firenze Dott. Nisticò, atti chiedemmo di essere ascoltati.

–Ma nessuno ci ha ascoltato!-

In data 08 gennaio 2005 l’Avvocato della madre oppone ricorso al provvedimento di adozione, e ci chiede di allegare, ed allega delle nostre memorie che raccontino il nostro rapporto con le bambine, e ci indica come testi, chiedendoci di essere presente il giorno dell’udienza per essere sentiti .

In fase di udienza in dato 28 gennaio 2006, Presiede Il Presidente Casciano, con Giudice Romagnoli Luisa, la madre delle bambine ha affermato testuali paole:

–i Sig.ri Rubino Galliano hanno un rapporto con le bambine come se fossero le loro figliole. E soprattutto attaccata la Carla a loro, li sente al telefono, sento Carla dire loro “amore mio mi manchi, si è affezionata a loro. La portano normalmente anche a casa loro Carla. Carla soprattutto è attaccata a loro. Ad esempio un giorno Graziella mi ha dato un appuntamento, io stessa dissi a Carla “ci stà Graziella che ti aspetta fuori”. Carla nel vederla le è corsa incontro stringendola forte e dandole dei baci, ha un buon rapporto con lei anzi forte. Tanto è vero che quando Graziella è dovuta andar via, al distacco la bimba piangeva, si è disperata.  –

-La stessa Lombardi in quella udienza dichiara che Carla veniva fuori dall’Istituo con oi ed anche la portavamo a Casa nostra-

A questo punto anche il Presidente del Tribunale e il Procuratore della Repubblica e la Giudice Romagnoli, non chè tutti gli altri giudici componenti dell’udienza il nuovo assistente sociale Luca Nazzi, erano informati dei fatti, del profondo ed importante rapporto che Carla aveva con noi!

Da Gennaio al Marzo 2005 compreso, noi continuammo a stare con CARLA ed ELEONORA 1 volta la settimana nella Casa, che noi stabilimmo nel sabato pomeriggio. Le bambine non potevano venire a casa, e quindi uscivamo con CARLA

a passeggio per Firenze. Mentre con Eleonora si stava un po’ insieme prima di uscire e al ritorno.

In più CARLA la vedavamo anche all’asilo e ciò avveniva 2/3 volte la settimana.

Quindi stavamo insieme 3 o 4 giorni la settimana.

All’epoca CARLA aveva 2 ANNI - 2 ANNI e 3 MESI (24 - 27 MESI).

All’epoca ELEONORA aveva 5 MESI e ½ - 8 MESI.

Il momento in assoluto più difficile da accettare per CARLA in questi 3 mesi era ogni volta, quando vedeva che dalla passeggiata si ritornava verso l’Istituto e non si andava via con la macchina, che per lei rappresentava andare “a casa”.  Non parlava più, si intristiva

e iniziava a chiedere di essere presa in braccio da me e poi da Marcello e, fissandoci dritti negli occhi ci chiedeva: “Ma tu torni, tu torni”.

Vi assicuro, era straziante, ma non potevamo permetterci il lusso di farcene accorgere, per cui noi sorridendo la rassicuravamo dicendo “Certo che torno Amore, certo”.

Si cercava di rassicurarla il più possibile sino a quando entravamo nella Casa madri, e li iniziava la seconda tragedia, perchè noi andavamo a casa e lei no. Non voleva lasciarci andare via, piangeva e gridava per molto tempo e la sentivamo anche fuori dalla Casa, nonostante la mamma cercava di calmarla.

Non fu davvero semplice il primo periodo, perché ovviamente CARLA non capiva la situazione, era più nervosa perché avvertiva anche le tensioni della mamma, chiedeva a noi con ogni scusa di andare a casa, ci chiedeva con i suoi atteggiamenti di capire che voleva fare la vita che aveva fatto con noi per 9 MESI.

Ci diceva spesso mentre eravamo a passeggio, che: “a casa mia c’è Ambrogio che mi aspetta”, “ io questa sera faccio la nanna a casa mia”, “andiamo via con la macchina”, “andiamo da Zio Gian Piero” (che è un nostro grande amico che lei vedeva spesso) ecc. ecc.

Noi ovviamente la rassicuravamo con tante attenzione e coccole e le spiegavamo, per quanto possibile, che sarebbe successo presto e che Ambrogio e Nina chiedevano sempre di lei e l’aspettavano (e lei su questo rideva molto).

Le portavamo i saluti degli amici e parenti che aveva conosciuto ed è successo qualche volta, che sono venuti anche loro con noi a passeggio al sabato pomeriggio. Lei dimostrava di gradire molto questo.

Solo in questa situazione la mamma mi chiese se poteva darmi il suo numero di cellulare per chiamare CARLA durante la settimana, specie al mattino prima di andare all’asilo, perché Lei chiedeva sempre di noi e si disperava.

Al telefono CARLA ci diceva sempre: “Amore Mio quando vieni”, “Amore mio quando torni” e conversava amabilmente, raccontandoci le cose che faceva.

Era felice quando ci vedeva andare all’Asilo a prenderla,  ci correva subito incontro per farsi prendere in braccio, ci dava tanti abbracci, e primi 5 minuti li passava sempre dimostrando la sua felicità, scuotendo forte la testa e tutto il corpicino.

Poi si facevano dei giochi insieme e si chiacchierava. Sino a quando arrivava la mamma e 

trascorso ancora un po’ di tempo insieme, loro rientravano nella Casa.

Ovviamente le maestre dell’asilo ci relazionavano da sempre come aveva passato la giornata CARLA, cosa aveva fatto, mangiato, ecc ed in più in questi 3 mesi si erano

accorti attraverso la bambina che dimostrava visibilmente la nostra mancanza, che soffriva nel vederci meno e nel non poter più uscire.

Nel frattempo la mamma fece il Ricorso al Decreto di adottabilità e i TM decise di

sospenderlo, di dare altro tempo alla madre per dimostrare la sua capacità genitoriale,

oltre a incaricare i Servizi Sociali di trasferirla con le figlie in una struttura più idonea.

Il 01-04-2005 avviene il trasferimento della mamma e delle due bambine in un altro Istituto, Casa Speranza a Settignano (Fi), sempre una Casa per Madri e bambini.

All’epoca CARLA aveva  2 ANNI e  3 MESI (27 MESI).

All’epoca ELEONORA aveva 8 MESI e ½.

Per noi non è cambiato nulla, anzi per le bambine c’era di nuovo la possibilità di stare con noi tutti i giorni di pomeriggio, ma non potevano uscire dal cancello di questo Istituto con nessuno ed a CARLA fu interrotta la possibilità di andare all’Asilo.

Questa vera e propria “segregazione” valeva solo per le bambine e durò sempre, alla mamma fù impedito di lavorare. Tutto questo per disposizione della Tutrice delle minori.

Abbiamo tentato inutilmente di far comprendere a chi di competenza (inviando una comunicazione al Presidente del Tribunale dei Minori di Firenze Dott. Casciano, al Procuratore della Repubblica dei Minori Dott Nisticò,  cosa significasse per Carla abituata ad una vita quasi normale, il rimanere segregata. Ma non fummo ascoltati e la situazione non cambiò.

Immaginate cosa abbia significato per Carla specialmente abituata alla vita esterna essere chiusa in Istituto. Chiedeva costantemente a tutti non solo a noi di portarla fuori.

Per noi il vederle soffrire è stata una profonda e giornaliera sofferenza.

CARLA ed ELEONORA hanno continuato a crescere e passare del tempo con noi, mediamente 3 volte la settimana. Giocavamo con entrambe le bambine e non potendo loro uscire, coinvolgevamo gli altri bambini che erano all’interno dell’ Istituto.

Avevamo mantenuto tutte le abitudini di sempre, esempio di portarle il succo di frutta

all’ananas nel biberon da casa e se ci dimenticavamo 1 giorno, CARLA ce lo chiedeva.

Leggevamo libri di favole o con disegni da ricordare, che usavamo a casa nostra regolarmente, li avevo portati li. Giocavamo nel piccolo giardino con l’altalena, come si faceva nei giardini pubblici attrezzati dove andavamo sempre quando potevano uscire.

ELEONORA quando ci vedeva arrivare incominciava ad agitarsi molto sul passeggino per farsi notare ed essere presa in braccio e coccolata., cosa che facevamo regolarmente.

Voleva giocare sulle nostre autovetture, specie sulla mia auto perché è gialla e a CARLA piaceva particolarmente, sicuramente le dava la sensazione ed il ricordo delle passeggiate in auto ed il senso di libertà che sognava.

In data 29 aprile 2005 inviammo una comunicazione al Presidente del Tm Dott. Casciano, al Procuratore dell Repubblica Dott. Nisticò, al Giudice Romagnoli, informammo anche telefonicamente la Tutrice Sig.ra Rauggei, informandoli del grave disagio e sofferenza che Carla ed Eleonora stavano subendo, costrette ad essere recluse e non poter uscire.

Ma anche in questo caso non fecero nulla per cambiare la situazione non far soffrire più le bambine, continuarono ad essere agli arresti domiciliari.

-Questa è la tutela dei minori in Italia!-  

Con lei chiacchieravamo molto perché si è sempre espressa come una bambina più grande, riuscendo a fare anche dei ragionamenti e capendo sempre tutto quello che le spiegavamo, sia nell’ educazione, che nel gioco.

All’epoca CARLA aveva  dai 2 ANNI e 3 MESI ai 2 ANNI e ½  (27 – 30 MESI).

All’epoca ELEONORA aveva dagli 8 MESI e ½ agli 11 MESI.

Ovviamente tenevamo lo stesso comportamento e facevamo le stesse cose con entrambe le sorelle, quando si riusciva anche con gli altri bambini.

Come faceva spesso anche nell’altro Istituto, CARLA piangeva e gridava quando andavamo via e bisognava convincerla che il giorno dopo saremmo ritornati e avremmo fatto tante cose insieme. Ricominciava di nuovo a chiederci con insistenza “ma tu torni, tu torni”.

Interveniva a quel punto la mamma e spesso anche le operatrici. Ma non sempre ci riuscivamo a calmarla e ci veniva a vedere andar via, da dietro la rete del giardino.

Per CARLA specialmente, in quanto più grande e quindi in grado di capire e anche perché aveva fatto insieme una vita assolutamente normale come si fà in una famiglia, è stato molto doloroso e faticoso non poter più uscire, non poter anche solo correre in uno spazio adeguato, uscire fisicamente per vedere anche qualche altro bambino o persona che non fossero sempre le stesse figure di questa Casa, veder passare delle automobili, essere portata su un passeggino, insomma vedere il mondo fuori.

Noi eravamo l’unica continuazione esterna nella loro vita.

Valute Voi, se non era una “sorta di arresti domiciliari”, di restrizioni immotivate, che diventavano insopportabili per noi adulti quando dovevamo vivere quelle ore in una sorta di isolamento, pensi per loro, specie per CARLA.

Lei non ha mai smesso di chiederci di uscire, di fare le tante cose che facevamo insieme, di “andare a casa che Ambrogio o la Nina la aspettavano”, di parlarci dei suoi ricordi di quando viveva con noi a casa, di chiederci spesso dei vari amici o parenti che aveva conosciuto e con loro passato giornate o momenti insieme.

Il  29-05-2005 la madre abbandonò le figlie nell’Istituto, non rientrandovi più.

A quel punto la responsabile di questa Casa Sig.ra Monica Romagnoli ci chiese di portare le bambine fuori dall’Istituto. Noi comprendendo subito la gravità della situazione, ci rendemmo disponibili a stare tutti i giorni con loro.

All’epoca CARLA aveva  2 ANNI e 5 MESI (29 MESI).

All’epoca ELEONORA aveva 11 MESI.

Quindi diventammo per CARLA ed ELEONORA l’unico punto di riferimento.

L’UNICA FAMIGLIA intesa come vero concetto genitoriale. Lo eravamo stati da sempre e cioè dal 04-05-2004, e solo ed esclusivamente noi.

Dico questo in quanto le bambine avevano come figura di famiglia naturale, unicamente la mamma. Lei aveva la Potestà Genitoriale e le aveva riconosciute con il suo cognome.

Non hanno mai conosciuto il padre se non CARLA i primi mesi della sua vita, dopo di chè è sparito totalmente.

Non hanno mai visto ne conosciuto nessun altro parente.

Per CARLA la nostra casa ha veramente rappresentato la sua casa, perché non ne ha mai avuta una se non nei primi mesi di vita, ma non sò come. Addirittura per ELEONORA l’unica casa in cui era stata, era la nostra.

Vi voglio portare a conoscenza, che dalla mamma avevo saputo che prima di entrare in Istituto con CARLA, non avendo lavoro ne possibilità, aveva occupato una casa, senza luce ne acqua ne i servizi primari, dormendo per terra, al freddo e al buio.

Avendo una bambina aveva poi deciso di rivolgersi ai Servizi Sociali.

Pensate ed immaginate che cosa aveva dovuto sopportare CARLA!

Capite perché oltre che in maniera naturale, abbiamo Amato e Amiamo queste 2 bambine ed il perché loro Amavano ed Amano così tanto noi. Tanto da non aver mai perso la speranza CARLA che manifestava ogni giorno, che saremmo andate a prenderle e  avremmo vissuto per sempre insieme?

Torniamo al 29-05-2005; da quel giorno con entrambe le bambine, abbiamo passato tutti i pomeriggi insieme a loro, fuori dall’Istituto, tornando a fare una vita normale come si fa con 2 genitori.

Le bambine erano sempre state affettuosissime con noi, ma in quei giorni mentre Marcello le spingeva il passeggino, CARLA si alzava e andava a baciarle le mani, guardandolo negli occhi, con una tale dolcezza e con un atteggiamento così naturale….

Diceva tutto quel gesto!!

Nei miei confronti aveva ricominciato a chiamarmi Mamma, ad avere bisogno di tanto contatto fisico, mi veniva molto di più in braccio di quanto non era la normalità che ha sempre fatto (questo era anche nei confronti di Marcello), voleva proprio essere coccolata e quando alla sera le davo la cena in Istituto cosa che ovviamente avevo fatto altre volte, lei ogni tanto mi metteva le manine sulle mie guance e accarezzandomi con una dolcezza disarmante, venendo quasi con il suo viso sul mio, fissandomi senza mai togliere lo sguardo, mi diceva:

“Mamma?.…Mamma?” per molte volte consecutive, ed io ad ogni mamma rispondevo

“dimmi Amore….dimmi Amore”.

Lei era abituata sentirsi rispondere cosi da me e da mio marito, da sempre.

Allora sorrideva felice e ricominciava a mangiare.

Lascio immaginare le tragedie quando dovevamo andare a casa.

Era veramente straziante. Ci aiutava l’operatrice in turno, ma era veramente un’impresa darle la certezza che domani saremmo tornati.

Appena si convinceva, andavamo via.

L’ultimo giorno che le abbiamo viste, Carla al rientro dalla passeggiata guardava i cartoni animati insieme con altri bambini, io e Marcello eravamo seduti dietro di Lei. Carla si volta e con un sorriso che abbiamo sempre nei nostri occhi e nel nostro cuore, rivolgendosi a Marcello dice:

“Papà - Marcello – Papà – Marcello” diverse volte.

Lascio a Voi ogni profonda riflessione.

Dopo 15 giorni di incontri quotidiani ed una sorta di equilibrio e normalità con le bambine , che non avevano più visto ne sentito la mamma e CARLA non aveva mai toccato l’argomento, proprio come faceva quando veniva fuori o a casa con noi,

succede che il giorno 10-06-2005 c’è l’udienza al TM per decidere sul destino delle bambine.

La mamma si presenta e rinuncia alle figlie, dichiarando di voler che le due bambine rimangano insieme.

In quei giorni la responsabile di Casa  Speranza la Sig.ra Monica Romagnoli avendo vissuto e visto il legame profondo che le bimbe avevano con noi, ci disse di voler riferire in udienza al Tm del legame creatosi e che sarebbe stato giusto e naturale adottare noi Carla ed Eleonora. –Ricordiamo benissimo la frase della Romagnoli, erano i giorni in cui ricorreva il compleanno di marcello e Lei ci disse “spero di poterti fare un bel regalo”-

Ci disse di essersi consultata su questo suo pensiero con la Dott. Berio che trovoò favorevole, con l’assistente sociale Luca Nazzi, che trovò anche lui favorevole, ma non era favorevole la curatrice Dott. Bavasso, (che non ha mai incontrato o avuto modo di percepire i veri sentimenti delle bambine).

In data 08 giugno 2005, ed in data 09.giugno 2005, presentiamo una istanza di adozione o affidamento al Tm di Firenze e alla Procura della Repubblica di Firenze in forza del rapporto genitoriale di fatto già creatosi con Carla ed Eleonora.

Ma come le altre volte non riceviamo nessuna risposta. E tuttora a questa domanda di adozione non vi è risposta da parte del TM.

Il Tm in data 10-06-2005 il TM ha deciso definitivamente per l’adozione delle due sorelle.

Quella tarda mattinata la responsabile dell’Istituto dov’erano le bambine, uscendo dal TM ci ha telefonato e detto che la Curatrice delle minori aveva detto verbalmente che era opportuno che i Sig.ri Rubino-Galliano non potessero più far visita alle bambine. Quindi ci chiedeva di interrompere gli incontri.

Le abbiamo chiesto se potevamo almeno telefonare quotidianamente per sapere se stavano bene,  e lei ci disse assolutamente si.

All’epoca CARLA aveva  2 ANNI e 5 MESI (29MESI).

All’epoca ELEONORA aveva 11 MESI.

Quindi CARLA aveva vissuto ed era cresciuta con noi:  1 ANNO E 3 MESI (15 MESI).

ELEONORA dal primo giorno della sua vita, sino agli 11 MESI.

DI FATTO” eravamo una Famiglia, la loro Famiglia.

Un Affidamento Preadottivo dura 1 anno e poi diventa Adozione. Per CARLA era di gran lunga passato e per ELEONORA quasi.

Quindi noi da quel giorno e tutti i giorni, abbiamo telefonato e parlato con tutte le educatrici ed operatrici della Casa, per sapere le condizioni delle bambine ed i particolari della loro quotidianità.

Quando noi telefonavamo ci dicevano alcune educatrici, che CARLA sapeva sempre istintivamente che eravamo noi al telefono, se era presente alla telefonata o arrivava accanto all’educatrice mentre noi conversavamo, lei chiedeva di poterci parlare e dava per scontato che fossimo io o Marcello.

Pensi che diceva, “mi fai parlare, mi fai parlare” e alla loro domanda di chi fosse all’altro capo del telefono, lei immediatamente diceva “Graziella e Marcello”.

Le educatrici e operatrici della Casa, oltre alle Mamme che vivono li, ci hanno sempre detto che CARLA già dal primo mattino parlava di noi e non lo ha mai fatto con rabbia o con nervosismo, anzi.

Ricordava tutte le cose che avevamo fatto insieme e raccontava che appena saremmo andate a prenderle, le avremmo rifatte.

E’ sempre stata certa che saremmo tornate a prenderle e lo diceva “Ora viene Graziella e Marcello e io e Eleonora andiamo sulla macchina gialla” – “Ora viene Graziella e Marcello ed io e Eleonora andiamo a mangiare il gelato”- “Ora arriva Graziella e miporta il succo” – “Ora arriva Graziella e Marcello e vado a casa mia da Ambrogio” (il gatto), ecc ecc.

Alla sera invece diceva “Oggi Graziella e Marcello non sono venuti, sono andati a lavorare” (noi spesso dicevamo questo per poter andare via quando le dovevamo lasciare), “Domani viene Graziella e Marcello ed io vado….”

N.B. Alcune delle educatrici o operatrici della Casa ci hanno sempre sostenuto ed incoraggiato a non arrenderci per il loro bene, perché specialmente per CARLA che è più grandina, era una certezza che saremmo tornati da loro e sarebbero venute a casa con noi. Che il suo Amore e la sua fiducia totale in noi la faceva andare ogni giorno avanti con una forza ed una determinazione come fosse una bambina di 5 o 6 anni, questo lo dicevano anche relativamente al suo modo di esprimersi e di capire sempre le cose.

Quando lo raccontavano, per noi non era nulla di nuovo. L’avevamo detto sin dall’inizio che CARLA è una bambina molto determinata e forte nelle sue posizioni e convinzioni. Con un’intelligenza e una capacità d’espressione decisamente superiore alla sua età.

Quando nel passato aveva dimostrato qualche paura di qualunque genere, peraltro molto raramente, la rassicuravo dicendole che doveva sempre ricordare “quando sei con me o con noi, non devi mai avere paura di niente, devi stare tranquilla. Non ti può succedere nulla. Noi saremo sempre vicini a te ed a ELEONORA”.

Questa è l’unica cosa, che mi dà dolore, anche se le conferme che ricevevo quasi quotidianamente sulla sua fiducia nei nostri confronti, mi dava grande sollievo.

Credo fortemente che il valore delle “Promesse” ai bambini, sia molto importante, per la loro fiducia futura in se stessi e negli altri.

Il sostegno e l’incoraggiamento che abbiamo sempre ricevuto e continuiamo a ricevere da moltissime persone, oltre alla nostra determinazione dovuta all’Amore, ci dà molta forza in questa situazione.

Ci siamo sentiti disperati, nessuno considerava, non avemmo nessuna risposta alla richiesta di adozione del 09 giugno 2005, in base al rapporto importante creatosi, tutti ci ignoravano, mai sentiti dal Tribunale dei Minori, tutti sapevano e tutti  facevano finta di nulla, perchè!

Intanto ripresentiamo in data 07 luglio 2005 altra domanda di adozione.

Pensiamo di rivolgerci alle massime cariche dello Stato ed hai giornali per chiedere aiuto. Così scrivemmo al capo dello Stato Carlo Azelio Ciampi, alla Sig.ra Franca, al Ministro Castelli, al Ministro Prestigiacomo, e finalmente il Presidente del Tm Dott. Casciano si fece sentire.  

Ma ci sembra doveroso informarvi di quanto accaduto dopo tali comunicazioni, anche perché dopo tante promesse ed illusioni, si è continuato a fare un vero e proprio maltrattamento, ed un danno a Carla ed Eleonora oltre che a noi.

Sarà stato un caso o una coincidenza ma contestualmente alle nostre richieste di aiuto e di interessamento da parte delle massime cariche Istituzionali, contestualmente ed una informativa che il Giudice Priore Capo del Dipartimento Minorile del Mistero inviò al Tribunale dei Minori di Firenze, nella persona del Presidente Dott. Gianfranco Casciano, e contestualmente ad un articolo sulla rivista Vero che volle interessarsi del caso, noi ricevemmo nel tardo pomeriggio di lunedi 11-07-2005 una telefonata dal Presidente del Tribunale per i Minorenni di Fienze Dott. Gianfranco Casciano dove (con testuali parole), ci chiese di poterci incontrare avendo visto la nostra domanda di Adozione e di voler risolvere la situazione delle bambine. Ricordiamo l’infinita gioia ed emozione nel sentire quella voce che ci dava finalmente una luce di speranza.

Il giorno dopo 12-07-2005 Lo incontrammo al TM nel suo ufficio in tarda mattinata, come da appuntamento concordato con lui. Dopo aver descritto la situazione creatasi, non su nostra richiesta e volontà con le bambine, Lui ci dimostrò di aver compreso e ci pose una domanda:

-Voi veramente non avete mai pensato di prendere delle bambine in adozione? a questa domanda mi rispondete la prossima volta che ci incontriamo.

Le rispondiamo subito disse mia moglie:

-Noi non abbiamo mai parlato né pensato di prendere dei bambini ne’ in affidamento ne’ in adozione, tantè che quando ci fu chiesto la disponibilità all’Affidamento delle due sorelle Ederoclite, non sapevamo che cosa fosse, non avevamo mai presentato una domanda di affidamento o adozione.  Inoltre io ho avuto mia madre ammalata di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) x oltre 4 anni e purtroppo mi è mancata da poco, quindi glielo posso garantire sull’Amore di mia madre che per me è sempre stata e lo sarà sempre la persona più importante della mia vita, che non abbiamo mai pensato né parlato di nulla di simile.

A questo punto ci disse (testuali parole):

-Ho capito la situazione, comprendo le vostre buone intenzioni, anch’io per il bene dei bambini farei qualunque cosa, vi giuro sulla mia vita che intanto l’ho già vissuta abbastanza, ho fatto una buona carriera e sono pronto a dare la mia vita, a morire per il bene dei bambini, che prima di andare in ferie, per fine luglio le bambine verranno a casa.

Davanti a delle parole così importanti, che mai ci saremmo aspettati di sentire,

meno che mai da una persona che occupa quella posizione, abbiamo solo chiesto ulteriormente al Presidente di darci la possibilità di riprendere i rapporti con le bambine, se pur ufficialmente non avevamo mai ricevuto un’ordine di interruzione, lo informammo che le bambine erano sofferenti per l’abbandono della madre, e chiedevano di noi.

Dopo otto mesi che inviavamo comunicazioni al Trib. Minorile nella persona dello stesso Presidente e del Procuratore Dott. Nesticò, siamo stati convocati, se pur in maniera ufficiosa dal Presidente di questo Tribunale.

Dico ufficiosa perché purtroppo non è stato redatto nulla della nostra conversazione che è durata circa 1 ora, ma che siamo pronti a sostenere a qualunque prezzo, visto la gravità delle promesse fatte sulla nostra buona fede e sulla pelle di queste 2 bambine che per noi sono diventate un motivo di vita.

Noi eravamo molto preoccupati per Carla ed Eleonora, che avevano subito l’abbandono della madre e non per nostra volontà anche il nostro, che erano chiuse già da 4 mesi presso Casa Speranza a Settignano, che le aveva costrette agli “arresti domiciliari”, perché non potevano andare con nessuno, neanche con gli operatori/educatori oltre ad una corte di 100 mq. -Sig. Presidente, Sig.ra Franca, parliamo di una struttura che si trova in Italia, non in un paese dove i diritti umani non esistono!-

In quell’incontro noi eravamo profondamente addolorati per questa situazione, essendosi veramente instaurato tra noi e le bambine un amore famigliare profondo. Credendo veramente che il nostro fosse considerato unicamente un grande gesto d’Amore verso queste 2 creature così piccole e già così sfortunate per quello che la vita le aveva già fatto conoscere.

Quindi chiedemmo al Presidente Dott. Casciano di poterle  rivedere, facendo presente che quello che si stava facendo a queste 2 bambine era disumano ed inaccettabile in un qualunque paese evoluto. Segregate in una struttura e allontanate dagli unici affetti che non le avevano mai tradite e che loro riconoscevano con certezza, come la loro famiglia. Carla ci chiamava Mamma e Papà.

Lui ci rispose tranquillizzandoci con testuali parole:

-Ho compreso, state tranquilli, risolverò questa situazione e prima di andare in ferie voi avrete le bambine a casa.-

- Ho capito bene la situazione ma per poterla risolvere ho bisogno che voi non facciate più clamore su questa vicenda, così posso mettere tutto a posto.- Quindi fidatevi di me, rimanete calmi e fiduciosi e per fine Luglio questa situazione sarà risolta. Quindi state calmi, non create altra visibilità su questa situazione e io vi prometto che per fine mese potrete riavere le bambine.

Noi, davanti a delle certezze dateci non da una persona qualunque ma dal Presidente del Tribunale competente sul futuro delle bambine, le abbiamo dimostrato tutta la nostra gratitudine e il sincero ringraziamento per essersi dimostrato una persona comprensiva e disponibile e per averci chiamato, nonostante erano passati 8 mesi dalle nostre prime comunicazioni su questa vicenda che noi stavamo vivendo con le bambine, dell’Amore profondo che inevitabilmente si era creato da parte di tutti noi e che quindi eravamo arrivati solo ora alla determinazione di chiedere la loro adozione, consapevoli di quello che rappresentavamo per le bambine e loro per noi.

Abbiamo ovviamente garantito al Dott. Casciano che avremmo interrotto ogni altra azione per portare a conoscenza dell’opinione pubblica questa nostra triste storia e di stare tranquillo che avremmo interrotto ogni altra azione pubblica già preventivata, perchè non era nostra intenzione far ulteriore clamore, visto le sue assicurazioni e garanzie. Se eravamo arrivati a tanto era perché dopo 8 mesi di silenzio da parte delle Istituzioni preposte a queste 2 bambine, avevamo pensato che era l’unica nostra possibilità per essere ascoltati, ma non era stato né una decisione semplice né presa con leggerezza perché non avremmo voluto dover arrivare a tanto, visto che sin dall’inizio ci eravamo rivolti nel posto giusto ma non eravamo stati presi minimamente in considerazione.

Ci disse che da li a qualche giorno ci avrebbe telefonato per farci incontrare con i Giudici Onorari del tribunale, per un colloquio necessario per la procedura di Adozione.

Uscimmo da quell’incontro convinti che tutto sarebbe andato bene, che avremmo sia noi che le bambine dovuto solo aspettare pochi giorni per poter stare insieme tutta la vita. Essendo io e mio marito due persone di Fede,  abbiamo veramente pensato che il Buon Dio aveva messo sulla strada delle bambine e sulla nostra un “buon servitore dello Stato, uomo di Giustizia e grande uomo di coscienza”.

Il nostro cuore era colmo di gioia al pensiero che da li a breve (come ci era stato assicurato), tutto si sarebbe risolto e noi, Carla ed Eleonora potevamo essere per sempre felici.

In quei giorni ci telefonò una giornalista di un quotidiano nazionale che sensibile alla nostra storia aveva pronto un articolo e ci chiese l’autorizzazione per pubblicarlo. Ma come d’accordo preso con il Presidente, La ringraziammo per l’aiuto e la disponibilità, spiegammo con molta discrezione che il Tribunale aveva compreso la situazione particolare e c’erano buone speranze di una riunificazione della famiglia di fatto nata.

Dopo qualche giorno il venerdi 15/07/2005 ricevemmo nella tarda mattinata, nuovamente una telefonata del Presidende TM Dott. Casciano che ci comunicava di recarci il giorno Giovedì 21/07/2005 alle ore 12,30 presso il Tribunale dei Minori di Firenze per un’incontro da lui fissato con i Giudici Onorari Dott. Balenci Marco e Dott.ssa Salvatori, noi chiedemmo al Presidente cosa dovevamo fare, essendo per noi una cosa nuova, ci rispose con testuali parole:

-Andate molto serenamente, a cuor leggero-

Ci recammo all’incontro stabilito, il Dott. Balenci ci pose con una certa aridità umana delle domande su come si era svolta la vicenda con le bambine, mentre non ci fece alcuna domanda la sua collega.

Intanto passavano i giorni e le bambine erano sofferenti per questi improvvisi cambiamenti nella loro vita, (vivevano nella speranza quotidiana, come poi dichiarato per iscritto dalle stesse operatrici ed educatrici di Casa Speranza dove si trovavano le bimbe), di poterci riabbracciare, avere la conferma che noi per loro eravamo e saremmo sempre stati la loro famiglia, la loro mamma ed il loro papà come dalle loro prime parole dette, di poter tornare a casa loro, quella casa che loro riconoscevano come la loro unica casa.

Vederci oltrepassare nuovamente quel cancello che le segregava e le allontana dal mondo che avevano sempre conosciuto e vissuto con noi (per Carla da quando aveva 15 mesi, per Eleonora dal suo primo giorno di nascita in Ospedale e ancora prima nella pancia della sua mamma naturale).

Dopo qualche giorno ci telefona il Dott. Balenci per conto del Presidente Dott. Casciano e ci dice che non trovava la nostra domanda di Adozione.

Rispondemmo che avevamo presentato una domanda scritta e protocollata dal TM al Presidente Dott. Casciano e al Procuratore Dott. Nesticò del TM in base alla Legge 184 del 1983, articolo 44  il giorno 04-07-2005.

Ci riferì che era necessario che presentassimo la domanda di Adozione Nazionale con tutta la documentazione necessaria.

Così nonostante i pochi giorni rimasti per tener fede agli accordi presi con il Pres. Dott. Casciano di risolvere la situazione per fine Luglio, ci attivammo subito ed in pochi giorni presentammo tutto, con la consegna completa di quanto richiestoci e con la ricevuta timbrata per ricevimento il 29-07-2005 da parte della Cancelleria Adozioni.

Questo fu possibile grazie alla sensibilità, al buon cuore e all’aiuto fornitoci da tutto il personale medico e paramedico che incontrammo all’Ospedale Careggi, dopo averle spiegato che avevamo urgenza dei referti (compatibilmente con i tempi tecnici) perché c’erano 2 piccole bambine che avevano vissuto fino a pochi giorni prima con noi, che ci stavano aspettando.

Inoltre noi avevamo già fatto domanda contestualmente alla domanda di Adozione del TM, al nostro Comune di volerci sposare, visto che avevamo ormai consolidato il nostro Amore ed il nostro rapporto di coppia da oltre 8 anni di convivenza stabile e duratura, senza alcuna interruzione neanche per motivi professionali, sentendoci fortemente legati l’uno all’altro, condividendo gli stessi valori, cosa che peraltro è emersa dalle relazioni degli stessi Servizi Sociali che ci hanno esaminato per conto del TM di Firenze e dagli stessi Giudici Onorari che hanno rilasciato relazione scritta sul nostro conto.

Il matrimonio è avvenuto il 26 Luglio 2005.

La stessa mattinata (26 luglio 2005) dopo il matrimonio, ci presentammo al TM per la consegna della domanda di Adozione Nazionale con i relativi documenti ad esclusione di un referto medico che ci fù consegnato per motivi tecnici il 29-07-2005, data in cui anche la Cancelleria Adozioni ci rilasciò timbro per ricevuta documentazione completa alla nostra domanda di Adozione Nazionale.

Il 29-07-2005 incontrammo personalmente per la seconda volta il Presidente Dott. Casciano, al quale facemmo presente di aver ultimato quanto ci era stato richiesto per l’Adozione delle due sorelle Ederoclite, ma le ribadii che ero preoccupata perché i giorni passavano e non avevamo ancora avuto una disposizione dal TM di riprendere i rapporti con le bambine ed inoltre Agosto era vicino e confidavamo in lui su quanto assicuratoci che le bambine sarebbero venute a casa prima delle sue ferie.

Lui gentilmente ci rispose testuali parole:

-Non si preoccupi, non mi faccia dire altro, non mi faccia aggiungere altro,  comprenda!-

Mio marito ribadì che le bambine ero sofferenti.

Non c’è bisogno di essere psicologi, psichiatri per comprendere lo stato che vive un minore in seguito ad un abbandono plurimo come in questo caso.

Uscimmo da li ancora speranzosi e in buona fede, pensando che da li a breve avremmo potuto riabbracciare Carla ed Eleonora, intanto quotidianamente telefonavamo a Casa Speranza per sapere come stavano e abbiamo sempre continuato a farlo, sino a quando sono rimaste in quella struttura.

Le educatrici ci dicevano che erano molto sofferenti per non averci più visto, che la loro insistenza nel voler rassicurazioni sul nostro ritorno era sempre più pressante e specialmente Carla che già parlava e bene, non si dava pace, chiedeva sempre di noi, voleva sapere quando saremmo andati a prenderla, quando poteva venire a casa con noi, non aveva dubbi che da li a poco saremmo ritornati a prenderle. Dal canto nostro ogni volta che sentivamo questa realtà,  ci si spezzava il cuore e non ci davamo pace del perché così crudelmente, il Presidente ci avesse ingannato.

Infatti con Agosto, sapendo che il Presidente era andato in ferie e nulla era successo per le bambine e per noi, abbiamo iniziato a capire di essere stati presi in giro, di essere stati usati per la nostra buona fede e fiducia unicamente per tenerci buoni, per evitare che il Dipartimento Ministeriale Minorile procedesse magari con un’ispezione al Tribunale. 

A quel punto decidiamo di dare incarico ad un Avvocato di capire cosa stava succedendo al TM relativamente alla nostra domanda di Adozione per le sorelle Ederoclite, del perché non ci arrivava nessuna comunicazione e scegliemmo l’Avvocato Conti, che pareva essere ben introdotto in questo tribunale e che godeva di rispetto da parte del Presidente Casciano.

L’avvocato ci disse che i tempi della Cancelleria sono lunghi e che se il Presidente Casciano avesse mantenuto quanto detto, comunque essendo in periodo di ferie ci sarebbero almeno voluti quindici giorni dalla decisione del Presidente perché ciò ci fosse comunicato.

Purtroppo noi all’epoca non eravamo preparati sul sistema giudiziario e su come si muovono certe pratiche, per cui da “sprovveduti” non era stato difficile farci credere qualunque cosa nel nome dell’Amore per i bambini.

Arriviamo verso la fine di agosto senza poter incontrare le bambine, avendo anche compromesso le nostre ferie che facciamo solo in questo mese, mentre le nostre preoccupazione, apprensioni e dubbi, crescevano sempre di più.

Anche perché sapevamo quotidianamente delle aspettative delle bambine e ci sentivamo frustrati per non sapere cosa fare e visto il mese in corso , a chi rivolgerci per un aiuto immediato.

Inoltre Carla ed Eleonora a differenza di tutti i bambini della struttura Casa Speranza di Settignano, non furono neppure portati al mare, quindi avevano visto partire e tornare tutti i loro compagni di casa, felici per le vacanze trascorse e loro sempre segregate in quella struttura.

Noi speravamo almeno che le cose cambiassero per poter dare la libertà alle bambine di fare una sorta di vita normale, come qualunque bambino ha diritto.

Decidemmo allora su consiglio dell’Avvocato di presentare al TM una istanza d’urgenza per ripristinare i rapporti con le bambine.

Chiedevamo nel frattempo, ancora speranzosi delle garanzie e assicurazioni del Presidente Casciano di poterle solo stringere a noi, darle quell’amore necessario a chiunque (specie ai bambini così piccoli) quando subiscono un’abbandono, di rassicurarle che tutto sarebbe andato per il meglio con un po’ di pazienza, visto che Carla aveva sempre avuto nei nostri confronti una fiducia indefinibile e non volevamo per colpa di chicchessia tradire le sue aspettative.

Abbiamo trovato la forza di andare avanti ogni giorno, e di continuare questa battaglia d’amore grazie al sorriso di Carla ed Eleonora, tuttora costantemente presente nei nostri occhi, alle tante persone che ci sono state vicino, come suora Giulia, Don Mario, il nostro Vescovo di Fiesole Luciano, oltre ovviamente ai parenti e agli amici. Anche se un sacerdote (non Don Mario), cercava (e oggi capisco con ragione) di farci capire i meccanismi di interesse che ci sono sui bambini, senza bisogno di guardare al di fuori del nostro paese.

Lui ci metteva sempre in guardia e all’epoca sembravano anche crudeli i suoi discorsi, dicendoci:

-State attenti, voi avete avuto il coraggio di dire la verità su quello che è successo, questo può dare fastidio a qualcuno.

-Cercheranno di minare la vostra credibilità, costruiranno castelli inesistenti, vi faranno credere che siete degli egoisti nel non demordere, vi renderanno responsabili dell’accaduto, facendovi passare per quello che certamente non siete-

Dopo una settimana da queste parole, ricevemmo il responso sulla domanda d’urgenza di ripristinare gli incontri con le bambine e con l’occasione la Dott.ssa Romagnoli che era il Giudice delle minori e faceva funzioni di Presidente del TM, mancando il Dott. Casciano, anche sulla nostra istanza di Adozione in casi speciali Art. 44, rispondendoci che:

se le bambine fossero date in adozione a noi “le stesse non potevano elaborato il lutto della perdita della mamma, per cui non era opportuna nessuna delle nostre 2 richieste”

Ed in più e stato costruito un falso, vergogno, superficiale castello accusatorio e diffamatorio nei nostri confronti.

-In data 31 agosto 2005 la Dott. Berio Psicologa delle bambine e della mamma  afferma con testuali parole al Giudice  Onorario che l’ha convocata Dott. Balenci: “Quando frequentavano Carla, sapevo che la bambina ci andava volentieri. La madre delle bambine si era dichiarata favorevole a darle in affidamento a persone di sua conoscenza e quindi i Rubino potevano essere persone indicate.”-  

In data 30 agosto 2005, un giorno prima la Dott. Berio, ed Il Nazzi si recarono a Casa Speranza si richiesta del Tm per verificare le condizione delle bambine in quanto avevamo fatto richiesta di riallacciare i rapporti perché le bambine, abbandonate, stavano male e chiedevano di noi. In quell’incontro l’Educatrice (come riportato nella dichiarazione di suo pugno), comunica ad entrambi:”specificando che Carla ed Eleonora continuavano a chiedere di Graziella e Marcello, e del loro gatto Ambrogio, soffrendo molto per la lro mancanza. Tutti avvertivano il bisogno, in modo particolare Carla, di poter andare con i Sig.ri Rubino in quella casa che lei sentiva sua.

-Di questa dichiarazione resa dalla Educatice, alla Dott.ssa Berio, ed al Nazzi, non vi è traccia nella dichiarazione resa davanti al Tm Dott. Balenci il giorno dopo, perché!-  

Il sacerdote aveva ragione, con delle false dichiarazioni e con una indagine veloce e superficiale, quasi preparata a tavolino,  il TM ha deciso sulla vita delle bambine e sulla nostra, che doveva veramente vivere un calvario inaccettabile, e ci hanno anche definito “una coppia disturbata”, nonostante 13 giorni dopo, i servizi sociali (Assistente Sociale Daria Moneti e Psicologo Dott. Gabriele Zeloni) che nel frattempo ci avevano esaminato su richiesta del TM stesso,  abbiano depositato con tanto di protocollo del TM, una relazione di 7 pagine dove ci ritenevano assolutamente idonei all’adozione nazionale e in particolare a quella delle 2 sorelle Ederoclite, definendoci una copia stabile, capace all’introspettiva, e psicologicamente stabili, ecc.ecc.ecc.

Pare che neanche dei loro stessi Servizi Sociali a questo punto, quando non fa comodo,  credano. Allora perché hanno dato loro l’incarico? E più che altro perché non hanno sollecitato o aspettato ancora 13 giorni solo, per poter verificare il pensiero dei Servizi prima di darci una risposta?

Ma non solo, noi siamo stati informati con certezza assoluta,  di essere stati inseriti in un REGISTRO SPECIALE dal TM di Firenze, denominato “Registro B” dove solo pochissime copie (10-15 l’anno) su 2000 richieste che arrivano, vengono inserite!!. E per di più, in seguito ad una Camera di Consiglio in cui il TM stesso nella persona di Giudici togati ed onorari oltre al Presidente hanno partecipato. Perché tutta questa confusione?

Inoltre perché essendo stati inseriti il 08-03-2006 tra le copie che oltre ad essere idonee all’Adozione Nazionale, vengono registrate nel Registro B, il TM ha fatto l’accoppiamento delle bambine con un’altra famiglia il 13-04-2006 e non ci ha tenuto in considerazione? 

Dove erano finite tutte le promesse fatte!

La nostra idoneità all’Adozione Nazionale è stata data al TM dai Servizi Sociali in data 14-09-2005, l’incontro con i Giudici Onorarii Dott.ssa Anna Benvenuti insieme al Giudice Onorario Dott. Bottiglieri il 18-10-2005 data in cui ci fecero un secondo colloquio e ci confermarono prima di uscire che noi eravamo idonei all’adozione nazionale e per di più la stessa Giudice On. Dott. Anna Benvenuti con una sua relazione scritta il 26-10-2006 dà un parere “eccellente” su di noi e non solo ci ritenne Idonei all’Adozione, ma disposti e capaci al Rischio Giuridico. C’è da chiedersi! perché la nostra Camera di Consiglio è avvenuta dopo ben 5 mesi? Sappiamo che la prassi fa si che la Camera di Consiglio avvenga nei 30-40 giorni successivi all’espletamento di tutta la pratica.

Esisteva anche il parere positivo sulla nostra personalità e sulla nostre persone da parte dei Servizi Sociali, che ci avevano esaminato per l’idoneità a coppia affidataria, già nel 2004.

Ci domandiamo perché, alcune persone per difendersi e sottrarsi dalle loro responsabilità, di fronte ad un errore volutamente commesso, (ci riferiamo alla Responsabile di Casa Madri dell’Istituto degli Innocenti di Firenze

Ilaria Tocchi Lombardi), che dichiara che siamo “disturbati, poco affidabili”.

E il TM le crede nonostante le relazioni assolutamente positive del loro personale competente predisposto a valutare anche il nostro equilibrio.  C’è da chiedersi come mai la stessa Lombardi e l’Istituto Degli Innocenti di Firenze stesso,  ci ha affidato le due sorelle per 15 mesi, lasciando che venissero a casa nostra e che dormissero con noi?

Perché in Tm, come sarebbe stato dovere fare non ha approfondito questi aspetti oscuri!

C’è da chiedersi, si vuole coprire l’errore fatto dal personale dell’ Istituto degli Innocenti a cui il TM di Firenze affida i bambini, che poi rivengono affidate ad altre persone! anche per giorni interi e periodi lunghi come è successo con noi!

Quanto prendono questi istituti al giorno in termini economici per ogni bambino!

Il periodo che Carla ed Eleonora sono state con noi, che abbiamo mantenuto al loro sostentamento, l’Istituto degli Innocenti continuava a percepire soldi dalla stato!

Il nostro è l’unico caso è unico o c’è ne sono o c’è ne sono altri?

Noi sappiamo altri casi.

In fondo un’affidamento del genere doveva avvenire tramite una decisione del TM di Firenze e non su insindacabile decisione della Ilaria Tocchi Lombardi dell’Istituto degli Innocenti.

Questo è vergognoso per quanto ci riguarda e ci fa venire solo in mente che la vicenda di Maria la bambina Bielorussa usata come merce da parte del suo paese, in realtà è una storia molto attuale anche nel nostro paese.

Noi abbiamo provveduto a fare le opportune denunce alla Procura affinché accerti la verità sulla situazione drammatica che le due sorelle hanno dovuto vivere per colpa di chi è predisposto a tutelarle e proteggerle.

Alla risposta di rigetto alla nostra domanda di Adozione in casi speciali Art. 44 abbiamo fatto opposizione alla Corte D’appello di Firenze, udienza effettuata il 25.01.2006 Citando una lista testimoniale al fine di dimostrare sia il rapporto di profondo e familiare che si era creato tra Carla, Eleonora e noi, sia la non veridicità delle false dichiarazioni.

Ma abbiamo dovuto subire ulteriormente una scorrettezza da parte del TM  che ha fatto si che la Corte d’Appello avesse i presupposti per non accettarci il Ricorso, perché come dichiarato dalla Corte stessa nella motivazione di rigetto:

-Non risultano ancora ultimate e pervenute alla data del 25-01-2006 le Relazioni dei Servizi Sociali per la nostra idoneità e che quindi non possono accettare tale Ricorso per mancanza di oggettiva nostra valutazione all’Adozione delle due minori Eteroclite.

La Corte d’Appello quindi conferma la motivazione del TM di Firenze.

Nasce spontanea la domanda e credo che su questo specifico fatto avvenuto il Ministero di Giustizia dovrebbe fare luce, del perché un TM abbia volutamente omesso di consegnare dei documenti che da mesi erano in quel fascicolo chiamato Rubino-Galliano per l’adozione Art. 44 della Legge 184 del 1983 delle sorelle Ederoclite, obbligando la Corte d’Appello in mancanza di tali documenti a confermare la loro motivazione e che quindi sulla base di una nostra non ancora confermata Idoneità all’Adozione che invece avevamo già da 3 mesi. La Corte D’appello di Firenze non ha neanche sentito sui fatti e rapporti i nostri testimoni.

Questa è stata una vera e propria omissione di Atti d’Ufficio!!!

E’ stato molto umiliante, presentarci davanti ad una schiera di Giudici assolutamente poco interessati alla nostra vita distrutta da questo evento, che in venti minuti di udienza peraltro consumati dal Giudice relattore per raccontare a modo suo la nostra vicenda. Gran parte degli altri Giudici presenti, non anno neanche sentito il bisogno, fosse anche solo per rispetto, di alzare gli occhi per guardarci in faccia, neppure quando abbiamo chiesto di essere sentiti.

Per poter essere presenti all’udienza abbiamo avuto una piccola avventura. Eravamo andati qualche giorno prima sull’isola di Capraia per lavoro, e siamo rimasti bloccati per il mare alto tre giorni: Non potendo rientrare con la nave abbiamo dovuto noleggiare un elicottero che ci venisse a prendere.

Per le bambine  avremmo fatto di tutto!

Se questa è la giustizia del nostro paese, che davanti a due persone per bene quale noi siamo e lo dice lo stesso TM di Firenze a fronte di un puro “gesto d’Amore” riceviamo  questo “trattamento”, non oso pensare se avessimo commesso qualche reato cosa ne sarebbe stato di noi.

Noi devo dire ingenuamente abbiamo confidavamo ancora, di fronte alla Corte d’Appello, nella promessa fattaci dal Presidente TM Dott. Gianfranco Casciano.

Ma nel Maggio 2006, il TM di Firenze, senza in alcun modo tenere conto della volontà manifestata di Carla ed Eleonora, confermata e dichiarata per iscritto dalle educatrici della Casa Speranza (dove le bambine sono rimaste a vivere senza la mamma e senza di noi), di voler vivere con noi, dicendolo espressamente, le sorelle Ederoclite, vengono date in affidamento preadottivo alla famiglia P. M. – V. B. M. del comune di Gavorrano.

Sanno tutti dove sono le bambine, famiglia naturale compresa, in quanto chi doveva vigilare sulla loro riservatezza, dato essenziale dell’ Adozione Nazionale, è venuta meno.

La stessa responsabile di Casa Speranza, Monica Romagnoli ha raccontato alle madri ospiti nella struttura, che -ricevendo una telefonata dall psicologa Dott. Berio le era appena venuto un brivido, perché era molto preoccupata, come pure la psicologa per Carla che stava male, e non riusciva ad accettare e vivere nella nuova famiglia-.

Questa famiglia ha visto una solo volta (05-05-2006) le sorelle Ederoclite presso la struttura USL di Poggio Imperiale (Villa Montemurlo) per un paio d’ore ma non da soli, mentre la seconda volta (11-05-2006) che le ha incontrate sempre allo stesso posto le ha portate a casa loro a Bagno di Gavorrano, dopo un viaggio incredibile per le bambine, perché Carla li ha costretti molte volte a fermarsi perché stava male.

Faccio presente che con noi nonostante ha viaggiato per tutta Italia non ha mai sofferto la macchina.

In qualunque adozione, l’inserimento  del bambino nella nuova famiglia avviene in maniera graduale per non arrecare problemi ai bambini, ma più che altro per dare modo al personale preposto negli incontri di poter fare delle relazioni sul comportamento dei bambini e degli adulti negli incontri e solo quando si ritiene, dopo qualche settimana, avvenuta l’accettazione graduale da parte dei bambini dei nuovi genitori iniziano le “prove” di adattabilità a casa.

Solo dopo un paio di mesi avviene l’affidamento preadottivo definitivo presso la nuova famiglia, quando si ha la certezza che non è traumatica la decisione presa per loro.

Ma non solo Carla ed Eleonora Ederoclite, hanno espresso attraverso la frase detta da Carla ad una Educatrice il 09-05-2006 che sarebbero andate a casa loro con Graziella, Marcello dal loro gatto Ambrogio, ma  non hanno avuto neanche il trattamento umano e doveroso, che qualunque affidamento preadottivo serio, richiede.

L’anonimato dove i bambini vanno in adozione è un presupposto essenziale per l’adozione nazionale, ma non per l’art. 44 , ed in questo caso l’anonimato non c’è stato. Che decisione prenderà il Tm di Firenze in merito alle bimbe?

Le darà ad un’altra famiglia!

-Altro trauma per Carla ed Eleonora.!-

-Altro dramma per la famiglia dove sono ora!-             

Noi abbiamo visto Carla il giorno 11-05-2006, quando l’anno portata via insieme alla sorellina Eleonora, che puntava i piedi e le mani sulla portiera posteriore sinistra della macchina sulla quale l’hanno portata via contro la sua volontà, mentre cercavano di farla salire e lei gridava e si ribellava.

Ora le assicuro, abbiamo anche il senso di colpa di  essere stati  vigliacchi per non aver fatto quello che la famiglia Giusti a fatto a Cogoleto, di strappare dalle braccia di quelle persone Carla ed Eleonora e proteggerle.

Almeno avremmo anche se solo per pochi giorni, rispettato la volontà di queste bambine!!

Il giorno che le bambine hanno avuto il primo ed unico incontro (05-5-2006) con questa coppia, ci è stato riferito da una educatrice della Casa in cui erano le bambine che al loro rientro in Istituto Carla non ha quasi mangiato nulla e non è riuscita a dormire al pomeriggio, ha a “dato di stomaco” tutto il pomeriggio, la sera e ancora la mattina dopo.  Era molto spaventata e stranamente silenziosa e pensierosa, cosa che non era mai stata, come se fosse delusa, rimaneva attaccata ai vestiti dell’educatrice e voleva essere tenuta sempre in braccio, anche questo comportamento non usuale.

portassero via le bambine Carla è entrata felice in Come è dimostrato dalle testimonianze scritte tre giorni prima che cucina ed ha detto con una Educatrice ed una Mamma che lo ha messo per iscritto:

- Ora io vado a casa Mia con Eleonora Graziella Marcello, da Ambrogio (è il suo gatto)-

In data 18-07-2006 abbiamo ripresentato la Domanda  di Adozione in casi speciali Art. 44 - per Carla ed Eleonora Ederoclite con allegata una relazione importantissima e schiacciante verso la decisione del TM e della Corte di Appello di Firenze, del Prof. Gabriel Levi docente e Rettore della facoltà di Neuropsichiatria infantile della Sapienza di Roma, oltre che in passato collaboratore dello stesso Dipartimento Ministeriale Minorile.

Il Professore Gabriel Levi, in base alla Sua eccellente conoscenza della materia scientifica e sulla conoscenza del comportamento dei TM d’Italia da almeno 15 anni a questa parte, oltre che sui nuovi studi nel campo della Neuropsichiatria infantile,  afferma che il TM di Firenze con la sua decisione confermata in Corte d’Appello, ha già creato un danno psicologico esistenziale irreparabile e gravissimo alle bambine, specie a Carla perché più grandina. Consiglia ai Giudici di non commettere altri errori pensando che un’altra famiglia possa sostituire la nostra figura ormai genitoriale, per le sorelle Ederoclite.

Consiglia loro fortemente di prendere in considerazione le sue motivazioni non solo dal punto di vista della Neuropsichiatria Infantile ma in particolar modo per la caratteristica della  nostra domanda di Adozione Art. 44 della Legge 184 del 1983, nella quale noi rientriamo alla luce di tutti i fatti effettivi e delle dichiarazioni raccolte, ampiamente nella realtà che si è instaurato tra le bambine e noi un “rapporto significativo e duraturo”.

-Per farci comprendere la gravità della situazione il Prof. Levi ha noi ha riassunto così il fatto: le bambine hanno “perso” la madre, ed il Tm gli ha tolto di mezzo tutti parenti-

Se in una famiglia i bambini perdono i genitori, c’è tutto un contesto familiare che li aiuta a superare l’evento drammatico e traumatico, con il minor danno possibile.

In questo caso è stato volutamente aggiunto ad un trauma un altro trauma.

Abbiamo allegato circa trenta testimonianze scritte, sul rapporto “significativo e duraturo” che si è instaurato. Tutte autorevoli e sincere oltre che veritiere dichiarazioni, ma che non sono state assolutamente valutate né volute sentire per confermare le testimonianze stesse. E queste sono solo una parte di quelle che ulteriormente potremmo produrre.

La nostra domanda è stata rigettata, senza che si sia voluto prendere in considerazione tutto quello che c’era nel fascicolo, la relazione del Prof. Levi, le testimonianze. Senza una vera ed adeguata motivazione giuridica, sostenendo che non si è instaurato il “rapporto significativo e duraturo come dice la legge”.

-Ci si chiede come hanno fatto a giudicarlo, non volendo considerare tutto il fascicolo!-

Tra di noi ci chiediamo dove potremmo andare a vivere con le bambine, in uno stato che rispetti i diritti delle persone, dove si possa entrare in un’aula di tribunale veramente –sereni a cuor leggero, come ci fù detto-, ed essere sicuri che i propri diritti vengano rispettati. La nostra idea di giustizia è di una giustizia gestita veramente nell’interesse e nel nome del popolo Italiano, e non manipolata.

In uno stato di diritto come dovrebbe essere il nostro Le sembra giusto che noi e tutte le persone che hanno espressamente reso libera e veritiera dichiarazione non siamo mai stati ascoltati e sentiti dal Tm di Firenze.   

Il paradosso è che questo caso viene giudicato dal TM di Firenze, praticamente lo stesso Tm che noi abbiamo come contro parte.

Si è violato l’art. 12 della convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

Si è violato il diritto al giusto processo, non siamo mai stati ascoltati ne noi ne i nostri testimoni, non c’è stata una udienza al tm di Firenze dove siamo stati convocati ed ascoltati. Alla corte d’appello i nostri testimoni non sono stati ascoltati.

Queste sono vere è proprie violazioni dei diritti umani, che non devono assolutamente esistere in uno stato di diritto.

Per Carla che ha avuto il grave problema alla nascita di una commozione celebrale questa situazione di duplice abbandono poteva e doveva essere assolutamente evitata, questa situazione è sicuramente drammatica, chi ne risponderà dei danni che potrebbe avere la bambina in futuro!

Chi ha creato un danno esistenziale a Carla ed Eleonora e noi si deve assumere tutte le sue responsabilità.

      La gente comune e perbene di questo paese è indignata di fatti come Maria,Carla, Eleonora, e non ci sono sicuramente solo loro!.

Noi stiamo lottando, e continueremo a lottare non per un capriccio, ma per volontà principalmente di Carla ed Eleonora.

Abbiamo perso la speranza di riuscire ad aver riconosciuto questo amore e questa volontà di vivere insieme in Italia, e ci stiamo preparando a portare il caso d’innanzi alla Corte Europea.

Noi ci sentiamo come le famiglie dei “Desaparecidos”, anche a noi sono state porte via le bambine.- 

“Per il Bene dei Bambini” quante volte abbiamo sentito questa frase costituita da due parole dolcissime e bellissime, “Bene e Bambini”. Ma chiediamoci e sempre vero che quello che si decide e si attua è per il vero bene dei bambini. Quante cose poco chiare si fanno in nome del bene dei bambini. Anche noi abbiamo sentito varie volte questa frase.

Chiediamolo a Carla, Eleonora, Maria, qual è il bene che loro desiderano!

Ma che cosa dobbiamo fare ?

Dovremmo lasciar perdere e vivere il resto della nostra vita, con questo rimorso di non riuscire in questo nostro bel paese, a difendere la volontà e il desiderio di queste 2 sorelle, di poter e voler vivere con noi?

Dobbiamo rassegnarci ad una giustizia che neanche davanti all’evidenza, ammette di non aver valutato sino in fondo la situazione e che errare è umano ma perseverare è diabolico?

Noi crediamo nei valori umani e nell’Amore per il prossimo nonostante tutto, ma le assicuro che la nostra vita, mia e di mio marito, oltre che di queste 2 bambine, negli ultimi 2 anni non né stata facile.

Vi chiediamo, se pensate anche voi che il volere ed il diritto di Carla ed Eleonora è quello di vivere sereni e felici con la loro Mamma e il loro Papà, con la famiglia di fatto costituita aiutateci.

Cosa bisogna fare in questo Paese per far si che dei fatti simili siano considerati, bisogna arrivare ha non voler far partire una bambina, per far emergere una situazione!.

Di Carla, Eleonora, Maria in questo paese ci sono sicuramente altri casi, Voi che avete il potere per farlo, aiutate tutti noi per favore!

Noi ci rivolgeremo e chiederemo aiuto al Santo Padre, al Presidente Napolitano, a tutte le alte cariche dello stato, al comitato per Maria costituitosi, al Csm, alla categoria dei giornalisti, a tutte le persone comuni, alle persone per bene di questo paese, ad ognuno chiediamo un aiuto di Giustizia e Verità.

L’accanimento giuridico che il Tm di Firenze ha su questo caso ha dell’incredibile.

Chiediamo di essere ascoltati e sentiti direttamente dal Ministero di Grazia e Giustizia, visto come è stato portato avanti questo caso non ci fidiamo più del Tm di Firenze, vogliamo riferire tutto quello di cui siamo a conoscenza su questa storia.

Alleghiamo la nostra storia, relazione del Prof. Gabriel Levi, la nostra seconda domanda di adozione, tutte le dichiarazioni, relazioni dei servizi sociali, dello psicologo, dei Giudici Onorari, foto di noi con Carla Eleonora nei momenti felici.

Con il cuore.

Francesco Marcello Rubino

Graziella Galliano

 

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